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Glossario

Il glossario dei link per app e del deep linking

Venticinque termini che si incontrano appena un link deve aprire un’app, portare allo store giusto o essere misurato. Per ognuno trovi una definizione breve, un esempio concreto e l’errore che si vede più spesso. Scritto per chi fa marketing e lavora con gli sviluppatori, e viceversa.

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Tutti i termini

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Deep linking

  • Android App Links

    Gli Android App Links sono link https verificati che Android, dalla versione 6.0 e sui dispositivi con i servizi Google, apre direttamente nella tua app, senza chiedere all’utente quale app usare. La verifica si basa su due elementi: un intent filter con android:autoVerify="true" nell’app e un file assetlinks.json pubblicato sul dominio.

  • apple-app-site-association (AASA)

    Il file apple-app-site-association, o AASA, è un file JSON pubblicato sul tuo dominio all’indirizzo /.well-known/apple-app-site-association. Dice a iOS quali app possono aprire i link di quel dominio, ognuna identificata da Team ID e bundle ID, e per quali percorsi. Senza questo file gli Universal Links non funzionano.

  • assetlinks.json

    assetlinks.json è il file Digital Asset Links che Android consulta per verificare i tuoi App Links. Pubblicato all’indirizzo /.well-known/assetlinks.json del tuo dominio, dichiara che un’app, identificata dal package name e dall’impronta SHA-256 del certificato di firma, può aprire i link di quel dominio.

  • Deep link

    Un deep link è un link che apre una schermata precisa di un’app mobile, come la scheda di un prodotto, il carrello o un articolo, invece di una pagina web o della schermata iniziale dell’app. Esiste in più forme: lo scheme URL, gli Universal Links su iOS, gli App Links su Android e il deep link differito.

  • Deep link differito

    Un deep link differito (in inglese deferred deep link) conserva la sua destinazione per tutta l’installazione. La persona tocca il link, non ha l’app, passa dallo store e la installa. Al primo avvio l’app mostra subito la schermata promessa, cioè il prodotto, l’invito o il codice sconto, e non la home.

  • Universal Links

    Gli Universal Links (link universali) sono normali link https che iOS apre direttamente nella tua app se è installata, e sul tuo sito web se non lo è. Apple li ha introdotti con iOS 9. Si basano su un’associazione verificata tra app e dominio: l’entitlement Associated Domains da una parte, il file apple-app-site-association dall’altra.

  • URI scheme

    Un URI scheme, o scheme URL personalizzato, è un prefisso proprio di un’app, come myapp://, che l’app registra nel sistema. Un link che inizia con quel prefisso apre l’app e le passa il resto dell’indirizzo: myapp://product/42, per esempio, può mostrare direttamente il prodotto 42.

  • URL intent

    Un URL intent è un formato di link tipico di Chrome su Android, che inizia con intent://. Indica lo scheme da usare, il package name dell’app e, se vuoi, una pagina web da aprire quando l’app manca. Se l’app è installata, Chrome la apre; altrimenti carica quella pagina web, oppure la scheda dell’app su Google Play.

Store delle app

  • Link App Store e Google Play

    Un link App Store segue il formato https://apps.apple.com/<paese>/app/<nome>/id<numero>, un link Google Play il formato https://play.google.com/store/apps/details?id=<package>. Le varianti itms-apps:// e market:// aprono direttamente l’app App Store o Play Store del telefono, senza passare dal browser. L’app si riconosce dal numero, per Apple, e dal package name, per Google.

  • Link di campagna App Store

    Un link di campagna App Store è un link alla pagina della tua app su App Store a cui si aggiungono tre parametri: pt (provider token), ct (campaign token) e mt=8. App Store Connect raggruppa poi per campagna impressioni, visualizzazioni della pagina prodotto, download e vendite. I dati sono aggregati, mai per singolo utente.

  • Pagina prodotto personalizzata

    Una pagina prodotto personalizzata è una versione aggiuntiva della pagina della tua app su App Store, con altri screenshot, un altro testo promozionale o altre anteprime video. Apple ne consente fino a 70 per app. Ognuna ha un URL proprio, che aggiunge all’indirizzo standard un parametro con l’ID della pagina prodotto.

  • Store Android alternativi

    Gli store Android alternativi sono gli store di app diversi da Google Play: Huawei AppGallery, essenziale sui telefoni Huawei senza servizi Google, Samsung Galaxy Store, Xiaomi GetApps o RuStore in Russia. Uno stesso link può mandare ogni telefono allo store che ha davvero a disposizione.

Misurazione e attribuzione

  • Attribuzione mobile

    L’attribuzione mobile serve a stabilire quale annuncio, campagna o link ha portato un’installazione o un’azione dentro l’app. Risponde a una domanda semplice, «da dove arriva questo utente?», e in base alla risposta si decide dove investire il budget. Su iOS, ATT e SKAdNetwork ne hanno cambiato profondamente le regole.

  • Clic dei bot

    I clic dei bot sono aperture di un link fatte da programmi, non da persone: i bot che generano le anteprime in WhatsApp, iMessage, Slack o Facebook, i crawler dei motori di ricerca e gli scanner di sicurezza della posta. Spesso arrivano prima delle persone e gonfiano il numero di clic.

  • Fingerprinting

    Il fingerprinting consiste nell’abbinare un’installazione a un clic combinando segnali tecnici come indirizzo IP, modello del dispositivo e versione del sistema operativo. Insieme, questi segnali formano un’impronta che fa da identificativo. Apple lo vieta a scopo di tracciamento, anche quando l’utente ha dato il consenso tramite ATT.

  • Install referrer

    L’install referrer è l’informazione che Google Play passa a un’app dopo l’installazione: il valore del parametro referrer presente nel link al Play Store da cui è partito il download. L’app lo recupera con la Play Install Referrer API. È il metodo deterministico per attribuire un’installazione su Android.

  • Parametri UTM

    I parametri UTM sono cinque tag aggiunti a un link (utm_source, utm_medium, utm_campaign, utm_term e utm_content) che gli strumenti di analytics leggono per capire da dove arriva una visita. Sul web funzionano benissimo. Verso gli store è un’altra storia: App Store li ignora, e Google Play li conserva solo nel parametro referrer.

  • Postback

    Un postback è un messaggio inviato da server a server per segnalare un’installazione o un evento in-app, a un ad network oppure al tuo server; in quel caso si parla più spesso di webhook. Di solito è firmato, così chi lo riceve può verificare che arrivi davvero dal mittente dichiarato.

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